Quali comportamenti del lavoratore sono oggetto di licenziamento disciplinare?
Il licenziamento disciplinare rappresenta una misura estrema che il datore di lavoro può adottare in presenza di comportamenti gravi del lavoratore. Recenti pronunce giurisprudenziali chiariscono quali siano i comportamenti suscettibili di giustificare la cessazione immediata del rapporto di lavoro.
La sentenza della Corte d’Appello di Napoli Nord – caso pratico
Con la sentenza del 5 giugno 2025, la Corte d’Appello di Napoli Nord ha affrontato un caso di licenziamento per giusta causa di un dipendente nel settore dei servizi per telecomunicazioni, confermando la legittimità della sanzione espulsiva in seguito a episodi reiterati di comportamenti scorretti durante l’orario di lavoro.
I fatti contestati al lavoratore
- Atteggiamenti maleducati, offensivi e aggressivi nei confronti di colleghi, anche davanti ai superiori gerarchici;
- Un episodio grave in cui il dipendente, in un momento di ira, ha sferrato una manata contro una porta in vetro degli spogliatoi, provocandone la rottura e mettendo a rischio la sicurezza dei presenti;
- Ripetuti comportamenti scorretti nell’ambito delle mansioni assegnate.
Licenziamento per giusta causa: valutazione delle condotte
La Corte, richiamando orientamenti consolidati della Suprema Corte, ha sottolineato che non è necessario che sia l’insieme delle condotte a giustificare il licenziamento. Può essere sufficiente anche una singola condotta particolarmente grave, se integrante un inadempimento significativo ai sensi dell’articolo 2119 del codice civile.
Principi giurisprudenziali rilevanti
- Il giudice può isolare e valutare anche un solo episodio tra quelli contestati, purché grave.
- La gravità deve essere valutata sulla base del danno potenziale o reale all’azienda e sulla violazione dei doveri di correttezza e diligenza.
- Il comportamento deve evidenziare mancanza di equilibrio, incapacità di autocontrollo e indifferenza rispetto agli obblighi.
La legittimità del licenziamento nel caso esaminato
Nel caso specifico, la condotta del lavoratore nell’ultimo episodio — la distruzione della porta in vetro — è stata ritenuta idonea da sola a giustificare il licenziamento per giusta causa. Tale comportamento ha evidenziato:
- Scarso autocontrollo e impulsività;
- Rischio per la sicurezza dei colleghi;
- Venuta meno della fiducia necessaria per il proseguimento del rapporto di lavoro.
Quali comportamenti del lavoratore possono giustificare un licenziamento disciplinare?
In base ai principi stabiliti dalla giurisprudenza, i comportamenti che possono configurare un licenziamento disciplinare includono, ma non si limitano a:
- Comportamenti offensivi, aggressivi o maleducati reiterati sul luogo di lavoro;
- Danneggiamenti volontari o atti di violenza che compromettono la sicurezza aziendale;
- Grave inosservanza degli obblighi contrattuali e delle norme di comportamento;
- Condotte che evidenziano mancanza di autocontrollo e rispetto verso colleghi e superiori.
Conclusioni
Il licenziamento disciplinare per giusta causa trova fondamento in comportamenti del lavoratore lesivi della buona convivenza aziendale e della sicurezza sul lavoro. La valutazione specifica degli episodi, anche se singoli, può portare alla legittima risoluzione del rapporto di lavoro.
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